Perchè fare il test?

Parlare la lingua del paese in cui si vive permette di accelerare il processo di inclusione sociale e di intraprendere la fase di acculturazione. Il processo di integrazione non può essere in direzione univoca perché chi accoglie è chiamato a modificare modalità di pensiero e comportamento e nello stesso tempo, colui che è accolto, si trova nella condizione di far proprie certe regole di convivenza utili e necessarie per il positivo inserimento nel nuovo contesto sociale e culturale.

L’Integrazione sociale porta ad una crescita culturale diffusa e quindi ad una interazione tra diverse culture, al riconoscimento del ruolo ineliminabile delle differenze, al superamento del concetto di assimilazione e  al riconoscimento di pari opportunità.

La lingua è incontro e l’effetto dell’incontro è la trasformazione; una società pluriculturale è più complessa e ricca, più aperta alla ricerca e più capace di comprendere le ragioni dell’altro.

La necessità di imparare la lingua per superare il test che consente di ottenere il permesso CE – di lungo periodo,va vista quindi come una opportunità anche se potrebbe diventare un ostacolo perché nel test prevale la forma scritta su quella orale, cosa che rischia di penalizzare cittadini immigrati con una buona competenza nella comprensione, produzione e interazione orale, spesso anche superiore al livello A2, ma non sufficientemente alfabetizzati nella letto-scrittura.

Molte persone hanno acquisito l’italiano per “immersione”, grazie agli scambi quotidiani sul luogo di lavoro e per strada, ma pochi hanno avuto il tempo o la possibilità di studiare la nuova lingua; questo vale soprattutto per molte donne, che potrebbero avere enormi difficoltà a sostenere il test.

Lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato da almeno cinque anni, titolare di un permesso di soggiorno per un motivo che consente un numero indeterminato di rinnovi, il quale dimostri di avere un reddito sufficiente per il sostentamento proprio e dei familiari, una casa adatta per sé e per i propri familiari, può richiedere al Questore il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) per sé, per il coniuge e per i figli minori conviventi.

Oltre a quanto previsto per lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato, il titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) può :

  • fare ingresso nel territorio dello Stato in esenzione di visto;
  • svolgere nel territorio dello Stato ogni attività lecita, salvo quelle che la legge espressamente vieta allo straniero o comunque riserva al cittadino;
  • accedere ai servizi ed alle prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione, salvo che sia diversamente disposto;
  • partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l’elettorato quando previsto dall’ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992.

Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) rappresenta quindi una grande opportunità per gli stranieri immigrati in Italia; costituisce infatti la fine del problema del rinnovo del permesso di soggiorno, è l’inizio di una nuova percezione: cominciare a sentirsi parte di una comunità, e un po’ già cittadini italiani.

Dal 9 dicembre 2010, cioè da quando è  entrato in vigore il Decreto 4 giugno 2010 del Ministero dell’Interno, per ottenere il rilascio del permesso CE di lungo periodo è necessario aver superato il test di lingua italiana.

Anche l’accesso alla domanda per il rilascio del permesso CE – di lungo periodo è subordinato al superamento del test di lingua italiana. Se non si supera il test non si può neanche fare la domanda.

“Per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, lo straniero deve possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa.” (art.2, comma 1 – Decreto 4 giugno 2010)

Visti i servizi e le opportunità che il soggiorno CE offre, è auspicabile che tutti possano richiederlo, quindi anche le donne, figlie o mogli dovrebbero arrivare al momento della domanda avendo già una competenza nella lingua italiana che permetta loro di superare il test, oppure con un diploma o un titolo che non renda necessario sostenerlo. La cosa migliore quindi è iscriversi subito, non appena si pensa di fermarsi in Italia per un lungo periodo, a corsi di italiano. In ogni città c’è l’opportunità di frequentare anche corsi gratuiti.

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